Il contributo di accesso a Venezia è una tariffa giornaliera che il Comune applica a chi entra nella Città antica senza dormirci, e solo in un elenco chiuso di giornate stabilite ogni anno. Non è una tassa sul turismo in generale, non è un biglietto per entrare nei musei e non ha niente a che vedere con l'imposta di soggiorno: chi dorme a Venezia, quella la paga già.
Nel 2026 la misura è arrivata al terzo anno di sperimentazione, con 60 giornate contro le 54 del 2025 e una regola nuova sul prezzo, che ora premia chi prenota con anticipo. Il calendario 2026 è concluso — l'ultima giornata è stata il 26 luglio — ma le regole restano quelle e con ogni probabilità torneranno nel 2027 nella stessa forma.
Chi deve pagare e chi no
Paga il contributo chi ha almeno 14 anni, entra nella Città antica di Venezia in una delle giornate del calendario, tra le 8:30 e le 16:00, e non rientra in nessuna delle categorie escluse.
In pratica è la tariffa dell'escursionista: chi arriva in treno per la giornata, chi scende dal pullman al Tronchetto, chi alloggia a Mestre, a Jesolo o a Padova e viene a Venezia solo per qualche ora.
Non paga, e non deve nemmeno registrarsi sul portale:
- chi è residente o nato nel Comune di Venezia;
- chi è residente nella Regione Veneto;
- i minori di 14 anni.
A queste tre categorie basta un documento d'identità in caso di controllo. Nessun QR code, nessuna procedura online.
Sono esenti, ma devono registrarsi sul portale per ottenere il codice da esibire:
- chi pernotta in una struttura ricettiva del territorio comunale — hotel, B&B, appartamento, campeggio: paga l'imposta di soggiorno alla struttura, che è alternativa al contributo, e il codice lo fornisce la struttura stessa;
- chi lavora a Venezia, dipendente o autonomo, compresi i pendolari;
- gli studenti di scuole e università con sede nella Città antica o nelle isole della laguna;
- i proprietari di immobili in città e chi paga l'IMU nel Comune;
- le persone con disabilità e chi le accompagna;
- chi entra per motivi sanitari, sportivi, di volontariato o per partecipare a procedure amministrative e giudiziarie.
Gli studenti non residenti in Veneto che frequentano un istituto in città possono cavarsela mostrando il tesserino della scuola o una dichiarazione dell'istituto.
Quanto costa e come funziona il prezzo doppio
Dal 2026 la tariffa non è più unica. Il meccanismo è semplice e va letto al contrario, partendo dal giorno della visita:
| Quando paghi | Tariffa |
|---|---|
| Entro il quarto giorno prima dell'ingresso | €5 |
| Nei tre giorni precedenti e il giorno stesso | €10 |
Se entri a Venezia sabato, per pagare €5 devi aver saldato entro il martedì. Da mercoledì in poi il prezzo raddoppia. È un incentivo esplicito alla programmazione: il Comune vuole sapere in anticipo quante persone arriveranno.
La tariffa è per persona e per giornata: due giorni consecutivi a contributo significano due pagamenti. Non esistono abbonamenti, formule settimanali o sconti famiglia oltre alla gratuità sotto i 14 anni.
Il calendario 2026, giorno per giorno
Le 60 giornate del 2026 hanno seguito uno schema riconoscibile: fine settimana da venerdì a domenica in primavera e inizio estate, con blocchi continui sui ponti di aprile e sul lungo weekend del 2 giugno.
| Mese | Giorni con contributo |
|---|---|
| Aprile 2026 | 3, 4, 5, 6, 10, 11, 12, 17, 18, 19, 24, 25, 26, 27, 28, 29, 30 |
| Maggio 2026 | 1, 2, 3, 8, 9, 10, 15, 16, 17, 22, 23, 24, 29, 30, 31 |
| Giugno 2026 | 1, 2, 3, 4, 5, 6, 7, 12, 13, 14, 19, 20, 21, 26, 27, 28 |
| Luglio 2026 | 3, 4, 5, 10, 11, 12, 17, 18, 19, 24, 25, 26 |
Fuori da queste date l'ingresso in città è libero e gratuito, come lo è sempre stato. Da agosto a marzo, nel 2026, non è stato dovuto nulla. Il calendario 2027 non era ancora stato deliberato a settembre 2026: controlla il portale del Comune prima di fissare le date del viaggio, perché lo schema aprile–luglio potrebbe cambiare.

Dove finisce la zona a pagamento
Il perimetro conta più di quanto sembri. Il contributo riguarda soltanto la Città antica, cioè il centro storico insulare. Restano fuori:
- Lido di Venezia, compresi Alberoni e Malamocco;
- Pellestrina;
- Murano, Burano, Torcello, Sant'Erasmo, Mazzorbo, Mazzorbetto, Vignole, Sant'Andrea, La Certosa, San Servolo, San Clemente, Poveglia;
- tutta la terraferma: Mestre, Marghera, Favaro.
Non è dovuto nemmeno da chi transita per Piazzale Roma, Tronchetto o Stazione Marittima senza entrare nella Città antica. Se arrivi in auto al Tronchetto e prendi subito il vaporetto per Murano, non paghi. Se scendi a Piazzale Roma e cammini verso Rialto, paghi.
Questo apre una possibilità concreta: nelle giornate a contributo, una gita a Murano e Burano resta gratuita all'ingresso e cambia completamente il conto della giornata.
Come si paga e cosa devi avere in tasca
Il canale ufficiale è uno solo: il portale cda.ve.it, gestito per il Comune da Vela SpA. È multilingue e chiede pochi dati: data della visita, numero di persone, nome e cognome, pagamento con carta. Al termine ricevi un QR code — il titolo, in linguaggio amministrativo — che vale come prova di pagamento o di esenzione.
Il QR code va tenuto sul telefono o stampato, e mostrato in caso di controllo. È nominativo e vale per la giornata indicata: se cambi data devi rifare la procedura.
Esistono canali alternativi al sito, tra cui l'acquisto via WhatsApp e le tabaccherie del circuito Punto Lis, ma passano tutti dallo stesso sistema.
Un punto da mettere in chiaro, perché genera confusione ogni stagione: nessuna piattaforma di biglietteria vende il contributo di accesso. Tiqets, GetYourGuide, Viator e chiunque altro non possono incassarlo per conto del Comune, e non lo includono nei loro pacchetti. Se qualcuno ti propone un prodotto che dice di comprenderlo, sta vendendo altro. I biglietti per le attrazioni sono una faccenda separata: puoi averli tutti e restare comunque scoperto sul contributo.
Controlli e multe
I controlli sono a campione e si concentrano sui varchi principali: piazzale della stazione di Santa Lucia, Piazzale Roma, gli approdi dei vaporetti a Piazzale Roma e alle Fondamente Nove, l'area del Tronchetto. Gli operatori possono chiedere il QR code e un documento.
La sanzione amministrativa va da €50 a €300, a cui si somma il contributo di €10 non pagato. Chi presenta dichiarazioni false o documenti falsi rischia una denuncia in sede penale.
Il rischio economico, in altre parole, è sproporzionato rispetto ai 5 euro risparmiati. Vale la pena pagarlo e dimenticarsene.
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Errori comuni che costano tempo o soldi
Pensare che il contributo dia diritto a qualcosa. Non include musei, non include trasporti, non è un pass. È un permesso di ingresso in città e basta. Per i vaporetti serve il biglietto ACTV, per Palazzo Ducale e la Basilica servono i rispettivi biglietti.
Pagare all'ultimo senza motivo. Se sai già la data, pagare con quattro giorni di anticipo dimezza la spesa. Per una famiglia di quattro adulti la differenza è di 20 euro.
Non registrare l'esenzione da pernottante. Chi dorme in città è esente, ma senza il codice fornito dalla struttura, in caso di controllo, non ha come dimostrarlo. Chiedilo alla prenotazione, non il giorno stesso.
Confondere Città antica e Comune. Un albergo a Mestre è nel Comune di Venezia, quindi l'imposta di soggiorno la paghi comunque; ma l'esenzione dal contributo vale per chi pernotta nel territorio comunale, isole comprese. Se dormi fuori dal Comune — Jesolo, Cavallino, Padova, Treviso — sei un visitatore giornaliero e paghi.
Contare sull'assenza di controlli. Le giornate a contributo sono le più affollate dell'anno, e sono anche quelle in cui gli accertatori sono in servizio. La statistica non è dalla tua parte.
Conviene comunque venire in una giornata a contributo?
Dipende da cosa stai ottimizzando. Cinque euro non cambiano il bilancio di un viaggio; il traffico pedonale di un sabato di maggio a Venezia, sì. Le giornate del calendario sono state scelte proprio perché sono le più congestionate: se hai flessibilità, spostare la visita a un martedì di ottobre ti fa risparmiare il contributo e ti restituisce una città praticabile.
Se invece la data è fissa, il contributo è l'ultima delle variabili. Pagalo con anticipo, mettilo nel telefono accanto ai biglietti, e concentrati sulle cose che davvero fanno perdere ore: le code a Piazza San Marco e gli orari di ciò che vuoi vedere.

In sintesi
Il contributo di accesso a Venezia riguarda una minoranza di giornate e una minoranza di visitatori, ma nelle giornate in cui si applica è obbligatorio e verificato. Le tre cose da ricordare sono queste: si paga solo su cda.ve.it, costa €5 con quattro giorni di anticipo e €10 all'ultimo momento, e non copre niente altro. Chi dorme in città, chi ha meno di 14 anni e chi risiede in Veneto non lo paga affatto.
Per tutto il resto — musei, campanili, gondole, vaporetti — la spesa e la logistica si organizzano a parte: trovi i confronti nella pagina sui biglietti di Venezia e in quella sui pass e i combo.

