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Attrazioni e biglietti

Museo della Musica di Venezia: ingresso gratuito, orari e cosa si vede

Il Museo della Musica di Venezia occupa la chiesa sconsacrata di San Maurizio, si visita gratis e raccoglie la collezione di liuteria di Artemio Versari. Qui trovi orari, cosa c'è davvero dentro e quando conviene abbinarlo al concerto degli Interpreti Veneziani.

Prezzo da
Gratis; audioguida da €7 su Tiqets
Orari
Tutti i giorni 10:00–13:00 e 14:30–19:30
Prenotazione
Non serve per l'ingresso; sì per il concerto
Tempo necessario
20–40 minuti
Dove
Chiesa di San Maurizio, Campo San Maurizio, San Marco 2603

Aggiornato a settembre 2026 · 8 min di lettura · Redazione All Tickets Venice

Quale biglietto scegliere

Ingresso libero

€0

Per chi:Chi passa di lì e vuole solo vedere gli strumenti

  • Accesso alla collezione Versari
  • Pannelli esplicativi in italiano e inglese
Scelta più comune

Museo + audioguida

da €7

Per chi:Chi vuole capire come è fatto un violino

  • Ingresso al Museo della Musica
  • Audioguida sulla liuteria italiana
Prenota

Concerto Interpreti Veneziani + museo + audioguida

da €37

Per chi:Serata a San Vidal con approfondimento diurno

  • Concerto in Chiesa di San Vidal
  • Ingresso al museo
  • Audioguida
Prenota

Museo della Musica + Concerto Barocco

da €42,50

Per chi:Chi vuole anche la sala del Conservatorio a Palazzo Pisani

  • Concerto di 90 minuti
  • Museo della Musica
  • Audioguida digitale della città
Prenota

Il Museo della Musica di Venezia sta nella navata della chiesa sconsacrata di San Maurizio, a metà strada fra il Teatro La Fenice e il Ponte dell'Accademia. L'ingresso è gratuito, non serve prenotare e la visita si esaurisce in venti-quaranta minuti: è una delle pochissime cose di qualità che in centro a Venezia non costano nulla. Dentro c'è la collezione di liuteria messa insieme dal maestro Artemio Versari, gestita dall'associazione degli Interpreti Veneziani, che nello stesso spazio vende i biglietti dei suoi concerti serali.

Cosa si vede dentro

La collezione è organizzata in due nuclei. Il primo, «Antonio Vivaldi e il suo tempo», ricostruisce il paesaggio sonoro della Venezia del Settecento: gli strumenti che un compositore come Vivaldi aveva davvero sotto mano quando scriveva per gli orchestrali dell'Ospedale della Pietà. Il secondo, «La Grande Liuteria Italiana», è un percorso per botteghe e città — Cremona, Brescia, Venezia, Milano, Napoli — che mostra come lo stesso oggetto cambi forma, bombatura e vernice a seconda di chi lo costruisce.

In vetrina ci sono violini, viole, violoncelli, contrabbassi, qualche mandolino e strumenti a fiato, per un totale di circa duecento pezzi. Accanto agli strumenti finiti trovi la parte che di solito nessuno mostra: sagome, forme interne, catene, ponticelli, casse aperte a metà. È la ragione per cui questo museo interessa anche a chi non suona. Capisci che la tavola armonica è in abete e il fondo in acero non perché lo dice un cartello, ma perché hai davanti i due legni affiancati.

La chiesa in sé fa parte della visita. San Maurizio fu ricostruita in forme neoclassiche all'inizio dell'Ottocento su progetto di Giannantonio Selva e Antonio Diedo; Selva è lo stesso architetto del Teatro La Fenice, che sta a tre minuti di calle. La sala è quindi luminosa, sobria e acusticamente viva: se capiti mentre qualcuno prova, l'effetto vale da solo la deviazione.

Non aspettarti didascalie chilometriche. I pannelli sono essenziali e bilingui, e questo è il motivo per cui l'audioguida ha senso.

Confronto biglietti

Il museo è gratis, quindi la vera domanda non è «quale biglietto», ma «quanto contesto voglio comprarci intorno». Le opzioni sono quattro e coprono situazioni diverse.

L'ingresso libero basta se stai già camminando verso l'Accademia e vuoi una sosta di venti minuti al riparo. Nessun biglietto, nessuna coda, nessun orario.

L'audioguida — da €7 su Tiqets, con la stessa cosa acquistabile anche al banco a circa 5 € — è la scelta giusta se ti interessa la costruzione dello strumento e non solo la sua forma. Racconta le tecniche dei liutai, la differenza fra scuola cremonese e scuola veneziana, il perché di certe scelte di vernice. Senza, molte vetrine restano oggetti belli e muti.

Il combo con il concerto degli Interpreti Veneziani (da €37) è il pacchetto più venduto e il più sensato per chi ha una sola sera a Venezia: museo di pomeriggio, concerto barocco in San Vidal la sera, audioguida inclusa. Il solo concerto costa da €32, quindi il museo con audioguida ti viene aggiunto per pochi euro.

Il Museo della Musica + Concerto Barocco (da €42,50) sposta il concerto di novanta minuti e aggiunge un'audioguida digitale della città e l'accesso alla sala concerti del Conservatorio Benedetto Marcello, dentro Palazzo Pisani. Ha senso se ti interessa il palazzo tanto quanto la musica.

Prenota con conferma immediata

Quando andare

Il momento migliore è il primo pomeriggio, fra le 14:30 e le 16:00. È l'ora in cui Campo San Maurizio si svuota, perché i gruppi organizzati sono a San Marco o già in coda all'Accademia, e la navata resta a disposizione di cinque o sei persone. La luce entra dalle finestre alte e le vetrine non riflettono: se vuoi fotografare gli strumenti, questa è la fascia oraria.

Evita la mezz'ora prima della chiusura di pranzo: il personale comincia a chiudere le sale e l'audioguida non fa in tempo a servire. Evita anche i giorni di pioggia forte tra le 11 e le 13, quando il museo diventa un rifugio gratuito e si riempie in modo sproporzionato rispetto ai suoi metri quadri.

Il museo apre tutti i giorni, comprese le domeniche e i festivi, con orario indicativo 10:00–13:00 e 14:30–19:30. Chiude o riduce l'orario quando ospita prove, registrazioni o eventi privati: un colpo di telefono al +39 041 2411840 il giorno stesso risolve il dubbio. In dicembre e a Carnevale l'apertura è spesso continuata perché il flusso di visitatori raddoppia.

L'acqua alta qui è un problema minore: Campo San Maurizio non è fra i punti più bassi della città e la chiesa è rialzata di alcuni gradini rispetto al campo.

Violini e viole antichi esposti in vetrina al Museo della Musica di Venezia
Violini, viole e violoncelli della collezione Artemio Versari, divisi per scuole di liuteria. Foto: Jorge Royan, CC BY-SA 3.0, via Wikimedia Commons.

L'ingresso furbo

Non esiste un secondo ingresso, ma esiste un uso intelligente del posto. Il museo è anche la biglietteria fisica degli Interpreti Veneziani: se sei indeciso sul concerto, entri gratis, guardi gli strumenti, chiedi al banco quale programma si suona quella sera e decidi con l'informazione in mano invece che da uno screenshot. Il personale conosce i programmi settimanali meglio di qualunque pagina web.

Secondo trucco: la chiesa di San Vidal, dove si tengono i concerti, sta all'estremità opposta di Campo Santo Stefano, cinque minuti a piedi. Fai il museo alle 18:00, esci, attraversi il campo, e sei alla porta del concerto senza tornare in albergo. Con l'aperitivo in mezzo, la serata si organizza da sola.

Terzo: se viaggi con uno strumento o sei uno studente di conservatorio, chiedi della visita guidata su prenotazione. Non è pubblicizzata sulle piattaforme e va concordata al telefono, ma è la modalità in cui la collezione si apre davvero.

Come risparmiare

L'ingresso è già zero, quindi il risparmio si gioca sugli abbinamenti.

  • Compra il combo, non i due pezzi separati. Concerto singolo da €32, combo con museo e audioguida da €37: cinque euro per l'audioguida che al banco ne costerebbe cinque. Pari, ma con la prenotazione già in tasca.
  • Ridotti sul concerto, non sul museo. Gli Interpreti Veneziani applicano una tariffa ridotta a under 25, studenti e over 65, con risparmio di alcuni euro rispetto all'intero. Sulle piattaforme online questa riduzione spesso non compare: se hai diritto al ridotto, il botteghino conviene.
  • Non comprare l'audioguida in due copie. Una sola audioguida per coppia funziona: le tracce sono brevi e si ascoltano affiancati.
  • Errore che costa: presentarsi in Campo San Maurizio pensando che lì ci sia il concerto. Succede a molti e significa arrivare in ritardo a San Vidal. Museo e sala concerti sono due indirizzi diversi.
  • Il Museo della Musica non rientra nel Museum Pass dei Musei Civici né nei pass di Venezia Unica: essendo gratuito, non c'è nulla da recuperare con un pass cumulativo.

Nota sul contributo di accesso: nei giorni in cui il Comune lo applica, i visitatori giornalieri senza pernottamento devono pagarlo a parte su cda.ve.it. È una regola cittadina, non del museo, e nessuna piattaforma di biglietteria può venderlo.

Come arrivare

Indirizzo: Chiesa di San Maurizio, Campo San Maurizio, San Marco 2603, 30124 Venezia.

In vaporetto: la fermata più vicina è Santa Maria del Giglio (linea 1), a circa 4 minuti a piedi: scendi, imbocca Calle del Piovan verso nord, attraversa il rio e sei in campo. In alternativa Accademia (linee 1 e 2), 6 minuti: dal ponte prosegui verso Campo Santo Stefano e poi a destra.

A piedi da Piazza San Marco: 8–10 minuti. Prendi le Mercerie in senso inverso, punta su Calle Larga XXII Marzo, prosegui oltre Campo San Fantin (dove c'è La Fenice) e continua fino a Campo San Maurizio.

A piedi da Rialto: 12–14 minuti, seguendo le indicazioni gialle per «Accademia». Da Ferrovia Santa Lucia servono 25–30 minuti a piedi oppure il vaporetto 1 fino a Santa Maria del Giglio.

Il campo è pianeggiante e l'ingresso ha pochi gradini bassi; il percorso dalla fermata Santa Maria del Giglio comporta un ponte con scalini, come quasi ovunque in città.

Campo San Maurizio a Venezia con la facciata neoclassica della chiesa
Campo San Maurizio, fra il Teatro La Fenice e il Ponte dell'Accademia. Foto: Didier Descouens, CC BY-SA 4.0, via Wikimedia Commons.

Cosa c'è nei dintorni

  • Teatro La Fenice — 3 minuti. La visita con audioguida al Gran Teatro La Fenice è il naturale complemento: dagli strumenti alla sala che li ha ospitati.
  • Palazzo Pisani e il Conservatorio Benedetto Marcello — 4 minuti, in Campo Santo Stefano. Sede storica della didattica musicale veneziana e, dalla terrazza, una delle viste meno battute della città. Vedi Palazzo Pisani.
  • Chiesa di San Vidal — 5 minuti, all'estremità del campo verso l'Accademia: è la sala dove suonano gli Interpreti Veneziani e le Quattro Stagioni.
  • Scala Contarini del Bovolo — 7 minuti verso Rialto: la scala a chiocciola più fotografata di Venezia, biglietto economico e coda breve.
  • Palazzo Barbarigo Minotto — 6 minuti, dietro Santa Maria del Giglio: è la sede dell'opera itinerante di Musica a Palazzo.
  • Gallerie dell'Accademia — 8 minuti, oltre il ponte: la grande pittura veneziana, da Bellini a Tiepolo.

Chi ci va e chi può saltarlo

Il Museo della Musica di Venezia funziona per tre profili. Chi suona uno strumento ad arco, e qui trova una densità di informazione tecnica che nessun museo generalista offre. Chi ha una mezz'ora libera in zona San Marco e non vuole spenderla in fila. Chi sta valutando il concerto serale e vuole capire cosa sta comprando.

Non funziona come attrazione di destinazione: non ci si organizza un pomeriggio, e chi cerca un museo interattivo per bambini troverà poco da fare. Trattato per quello che è — una collezione specialistica ben tenuta, gratuita, in una chiesa neoclassica sulla strada fra La Fenice e l'Accademia — è una delle soste meglio spese del sestiere di San Marco.

Domande frequenti

Il Museo della Musica di Venezia è gratuito?
Sì. L'ingresso alla collezione nella chiesa di San Maurizio è libero e non richiede prenotazione. Si pagano solo l'audioguida e le visite guidate su richiesta.
Quali sono gli orari del Museo della Musica?
Apertura quotidiana indicativa 10:00–13:00 e 14:30–19:30, con orario continuato in alta stagione. Verifica la giornata su museodellamusica.com prima di andare, perché il museo chiude in anticipo quando ospita eventi.
Quanto tempo serve per la visita?
Da 20 minuti senza audioguida a 40–45 minuti con audioguida. È un ambiente unico, la navata della chiesa, senza percorso obbligato.
Il museo è lo stesso posto dei concerti degli Interpreti Veneziani?
No. Il museo sta a San Maurizio, i concerti si tengono nella Chiesa di San Vidal, in fondo a Campo Santo Stefano, a circa cinque minuti a piedi. Al museo però si comprano i biglietti del concerto.
Ci sono strumenti di Stradivari?
La collezione Artemio Versari documenta le grandi botteghe italiane, Cremona compresa, ma non espone strumenti attribuiti con certezza ad Antonio Stradivari. Il valore è nell'insieme: circa duecento pezzi che mostrano l'evoluzione della liuteria fra Sei e Ottocento.
È adatto ai bambini?
Sì per una sosta breve, soprattutto se studiano uno strumento ad arco. Non ci sono postazioni interattive né strumenti da toccare: per l'intrattenimento dei più piccoli funziona meglio il Museo Leonardo da Vinci.
Si possono fare fotografie?
Le foto senza flash sono generalmente permesse; i treppiedi no. Chiedi al banco all'ingresso, perché la regola cambia quando è in corso una registrazione o un allestimento.
Serve prenotare il concerto in San Vidal?
In alta stagione sì. La chiesa ha poche centinaia di posti e le serate estive vanno esaurite. Prenotando online scegli la data; il posto viene assegnato all'ingresso in ordine di arrivo.
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